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mercoledì, 07 maggio 2008 Vicenza, 25 febbraio 1971. Scrivo dei pensieri, usando cinque nomi di case di tipo diverso. La caverna è la prima casa dell'uomo. Il grattacielo è una grande casa dove possono vivere tante famiglie e anche tanti uffici. Il castello è l'abitazione dove vivevano i re e le regine. Il palazzo è la casa dove si ricevono i signori e le signore. La villa è una casa dove abitano gli uomini che hanno tanti soldi.
[underworld] sabato, 03 maggio 2008 Vicenza, 23 marzo 1971. Pensieri. Domenica a casa mia mentre stavo andando in salotto, la porta per andare nella terrazza si aprì. Allora andai nella cucina dove c'è la porta che dà sulla terrazza e andai a chiuderla ma si aprì un'altra volta: allora la chiusi con la chiave.
mercoledì, 30 aprile 2008 Vicenza, 8 marzo 1971. Pensieri. Domenica sono andato alla messa, poi finita la messa sono andato fuori ed ho giocato a palle di neve e le buttavo alla mia nonna. Poi quando sono andato a casa ho guardato la televisione e quando il programma fu finito andai a giocare al pallone con il mio fratellino e alla sera ho letto tre Topolini e un Comix.
martedì, 11 marzo 2008 Dopo aver letto questo post di Valentina al quale vorrei aggiungere, io nei miei otto anni di scuola media inferiore e superiore non ho quasi mai studiato il pomeriggio primo perchè il pomeriggio lo impiegavo in altre faccende tipo ad esempio giocare a pallone con gli amici oppure ascoltare musica solo soletto nella mia cameretta, primo a pari merito perchè stavo attentissimo in classe, e dopo l'ennesimo servizio televisivo sulla malaistruzione, ai giovani alunni e studenti vorrei dire...beh penso sia chiaro cosa volevo dire no? Altro che vermi in classe, altro che uscire non autorizzati un'ora prima della fine delle lezioni, altro che 164 modi per copiare nei compiti in classe, fate come hanno fatto (quasi) tutti i vostri predecessori...STUDIATE!!!
mercoledì, 06 febbraio 2008 Vorrei indire una raccolta firme. Per alfabetizzare coloro i quali scrivono le notizie che scorrono al tiggì due delle venti e trenta. Perchè capisco e comprendo che dalla frenesia e velocità nel battere i ditini sulla tastiera è facile ci scappi l'errore ma gli errori da un po' di tempo cominciano ad essere troppi. E quando si scrive disinpegno così e non così (disimpegno) forse il punto non è la velocità. Tutti a scuola!
martedì, 13 novembre 2007 Stamattina mentre facevo colazione mi è tornata in mente una parola, anzi due. Dodecilbenzensolfonato sodico.
mercoledì, 24 ottobre 2007 Tabula rasa. Repulisti. Delete. Reset. Ricomincio da zero. Il mio primo quaderno di prima elementare lo ricordo pieno zeppo di aste e lettere dell'alfabeto in successione. Aaaaaaa bbbbb cccc xy zzz. Vogliate gradire questo particolare della prima pagina del mio secondo quaderno di prima elementare, dove si nota che già cominciavo a scrivere parole sghembe di ben tre lettere.
martedì, 10 luglio 2007 Qualcuno sarà, in parte felice, per ciò che sto scrivendo. Mi capita spesso di sentire e vedere lo spot pubblicitario del Telecomcerto dei Genesis con, in sottofondo, Turn it on again. A me quella canzone, ogni volta che la sento, fa tornare alla mente la pizzata di fine anno scolastico, terza superiore, ed un compagno in particolare che ascoltava alla noia questo disco dei Genesis.
giovedì, 31 maggio 2007 Mi ricordo che uno dei giochi più in voga prima dell'ora di dottrina del sabato, consisteva in questo: da una parte una schiera di bambini, dalla parte opposta un unico bambino che gridava, incutendo soggezione nei compagni: avete paura dell'uomo nero? Lo scopo del gioco era riuscire a raggiungere la parte opposta dello spiazzo antistante la chiesa senza farsi toccare dal bambino-uomo nero. L'unico che alla fine sopravviveva alla 'cattura' vestiva i panni del (bambino) uomo nero ed il gioco ricominciava. Tutt'ora mi capita di sentirmi come quel bambino e mettere in soggezione le persone. Anche al telefono.
sabato, 21 aprile 2007 Nel 1976 alla fine dell'anno scolastico un mio compagno delle scuole medie portò il 45 giri di Hurricane a scuola a fine anno scolastico il mio professore di musica permetteva che ogni alunno portasse un 45 giri da ascoltare in classe io non mi ricordo cosa portai il mio compagno portò hurricane di Bob Dylan anzi Bob Dailan come era solito chiamarlo lui deve essere stata quella l'ultima volta che ascoltai un brano di Robert Zimmerman
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music, school days, i remember that, dots and comma mercoledì, 14 febbraio 2007 mi ricordo quel mio compagno di classe delle superiori che si ostinava a scrivere ripetutamente sulla lavagna sending s.o.s. to the world mentre il realtà il biondo ossigenato cantava I'll send an s.o.s. to the world I'll send an s.o.s. to the world che poi era lo stesso compagno di classe che scriveva ripetutamente sulla lavagna leaving kids alone quando il coro nei PinFloi cantava Hey! Teachers! Leave them kids alone! che poi era lo stesso compagno di classe che era idolatrato dalle compagne di classe e poi dopo qualche anno ha cambiato sponda e volete sapere come si chiamava? si chiamava marco volete sapere l'anno? era il 1979 in entrambi i casi ecco quindi due forse tre validi motivi storici per non andare a vedere i police ricostituiti ah sì ma tanto non ci sarei andato comunque sì avete ragione post scriptum sempre allo stesso compagno un giorno medesimo anno (im)prestai il secondo disco dei Cars (Candy-o) e lui per farmi capire che gli piacevano tre canzoni me le puntinò con la biro sulla retro copertina di cartone mossa che mi costrinse a comperare una seconda copia del disco (quella fallata la conservo ancora qui in negozio) quante cose sono successe nel 1979 l'ultima a mio vedere ma non per il suo punto di vista particolarmente spiacevoli
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school days, i remember that, alta fedelta, dots and comma venerdì, 09 febbraio 2007 Penso di aver capito, a distanza di anni, il reale motivo del mio essere stato rimandato a settembre in tecnica e merceologia, nel 1980 in terza superiore. In realtà i motivi sono più d'uno e mi è venuto in aiuto il volumone Post-punk di Simon Reynolds, tra parentesi terminato stamattina. Esaminiamo, ad esempio, alcuni avvenimenti del marzo 1980. Gli Orange Juice debuttano per la Postcard con Falling and laughing. Le Slits e il Pop Group inaugurano la Y Records con un singolo congiunto, In the beginning there was rhythm/There's a will. For how much longer do we tolerate mass murder? secondo album del Pop Group. Atmosphere dei Joy Division. Colossal youth, primo album degli Young Marble Giants. Treason (it's just a story), terzo singolo dei Teardrop explodes. A forest dei Cure. Tecnica e merceologia?
venerdì, 26 gennaio 2007 Ieri, se non ho capito male, ho sentito una nota signora affermare, durante un tiggì di un network nazionale, la necessità di ridurre il fatto di cronaca scolastica accaduto nelle Marche, ad un bravata, una ragazzata. Adesso, io capisco che i tempi sono cambiati, capisco che in ogni tempo e luogo le assemblee di classe sono noiose, capisco che quando c'è la voglia c'è la voglia, capisco che i gestori di telefonia mobile devono pur guadagnare qualcosina con 'sti benedetti (del Tronto?) mms ma (a me) hanno insegnato una cosa. Ogni cosa e luogo aggiungerei, (h)a (il) suo tempo.
sabato, 13 gennaio 2007 Ci deve essere qualcosa da psicanalizzare se mi capita di svegliarmi la mattina con in testa la parte finale di una poesia di Heinrich Heine portata all'esame di tedesco di terza media Ich glaube die Wellen verschlingen am Ende Schiffer und Kahn und das hat mit ihrem Singen die Lorelei getan.
[cocteau twins] postato da ivan63 alle 11:07 | permalink | commenti (6)
parole parole parole, school days, woke up this morning, dots and comma venerdì, 27 ottobre 2006 Ho sempre preferito gli esami scritti o di pratica piuttosto che quelli orali. Non sopportavo la permanenza di un volto davanti ai miei occhi nè la cantilena di una voce che pareva non dovesse concludersi mai. (Ilaria Bernardini: La fine dell'amore, ISBN). Personalmente, a distanza di più di ventanni dal mio ultimo giorno di scuola, posso affermare che la (mia) situazione si è capovolta.
[lydia lunch] sabato, 09 settembre 2006 Se la volta precedente aveva indovinato lei, questa volta la palma della migliore va a lei. Nella foto di quinta elementare. E' lei ad aver dato la (infamous) risposta. Seconda fila, prima da sinistra, pantalone quadrettato.
[hot chocolate] venerdì, 08 settembre 2006 Quinta elementare. Se avete visionato un post precedente non avrete difficoltà a vedere dove sono qui. Mi è sempre rimasto in mente un fatto accaduto quell'anno di scuola elementare o forse l'anno precedente o quello precedente ancora non ricordo, la sostanza non cambia. E' la domanda che conta. La maestra chiese agli alunni cosa avrebbero voluto fare da grandi. Una mia compagna di classe rispose: io sposerò Ivan! Due cose. Una, la sua risposta mi allarmò non poco visto che allora io ero innamorato della musica e del Lanerossi Vicenza. Due, se vi fosse venuto il dubbio da dove Clizia Gurrado avesse preso l'ispirazione per il suo libro Sposerò Simon Le Bon, il dubbio è ora fugato. Stai a voi, adesso, cercare di indovinare chi delle mie simpatiche compagne, pronunciò quella (infelice, pensai allora) frase.
martedì, 05 settembre 2006 Trovatemi, sono uno dei diciannove alunni.
Ricordo di Scuola 1972~73. sabato, 02 settembre 2006 Pochi giorni (posts?) fa ho scritto dell'avvenuto recupero dei miei diari di scuola media inferiore e superiore. Quelli cartacei che non c'era internet alle mie scuole medie. In uno ho elencato un tot di scrittori, alla crocetta accanto al nome corrisponde l'avvenuta lettura di qualcosa dell'autore. L'elenco è lunghino, butto giù soltanto qualche nome, e il mio sentimento attuale è un misto di stupore e sorpresa nel ricordare, perchè sì mica mi ricordavo di aver letto tutte quelle cose, di aver affrontato certi personaggi. Vado ad elencare. Shakespeare Proust Stendhal Goethe Kierkegaard Nietzsche De Foe Swift Voltaire Verlaine Byron Baudelaire Allan Poe Rimbaud Kafka Joyce Pavese Ungaretti Montale D'Annunzio Pirandello Svevo Dickens Camus Mann Hesse Kerouac Orwell Asimov Dick Ballard Lovecraft.
[steely dan] mercoledì, 23 agosto 2006 Da quando mi sono sposato ed ho lasciato nella soffitta dei miei genitori un tot di mie 'cianfrusaglie' è capitato molte volte che mio padre effettuasse dei repulisti in solaio. Solitamente toccava a mia madre l'ingrato compito di chiamarmi e dire: Ivan, ieri tuo padre ha gettato via dalla soffitta un po' di cose tue, ti servivano? Mi arrabbiai la prima volta, poi decisi che avrei accettato questa pratica, una sorta di scordiamoci il passato. Colpo di scena. La settimana scorsa mia madre mi chiama e comunica che ha recuperato uno scatolone con tutti i miei diari scolastici delle scuole medie e superiori. D'istinto avrei voluto chiudere il negozio e precipitarmi al salvataggio prima che fosse troppo tardi. Avuta l'assicurazione che sarei riuscito ad entrare in possesso del materiale, mi sono tranquillizzato. Da ieri sera sono tornato in possesso dei diari. Adesso non devo fare altro che spulciare. E ricordare. E magari scrivere.
[moody blues] venerdì, 14 luglio 2006 Ieri sera cena a casa dei miei. Tavola imbandita fuori in terrazzo, una cosa che non succedeva da almeno un ventennio. Per tutta la durata della cena mi sono sentito un po' Gulliver, la tavola mi stava stretta, mi sembrava minuscola. Pollo, sardine impanate, pomodori insalata e relativo sughetto in cui pucciare il pane, salame, formaggi, gelato, vino bianco e rosso. Alla fine un revival non di poco conto. Albums di fotografie e fotografie sparse, la maggioranza delle quali in bianco e nero. Ho rivisto mio padre, in una foto tale e quale a Dino Abbrescia nel film Io non ho paura. Mia madre a metà anni sessanta con una pettinatura alla Minnie Minoprio. Mio padre con una mise alla Peppino di Capri. Mia madre con una pettinatura alla Cindy Wilson dei B-52'S. Mio fratello che faceva il bagno a Jesolo con i calzini. Io in vacanza con gli zii a Tresche Conca. Io a Venezia che avrò avuto non più di cinque anni. Io sballottato a destra e manca nel parentado. Io, nelle foto, con lo sguardo perlopiù malinconico. E una varietà di zii, zie, nonni, nonne, cugini. Insomma un esplosione di ricordi. Ho recuperato anche due foto di classe (Ricordo di scuola anno 1972-73 e 1973-74) che appena riesco scannerizzo e rendo pubbliche.
lunedì, 22 maggio 2006 Erano quasi ventanni che non partecipavo ad una sagra del quartiere San Lazzaro. Ho vissuto in quel quartiere per ben ventritrè anni. Ci sono tornato ieri sera e ho rivisto: l'ex lattaio del quartiere, l'ex panettiere, genitori di amici di quasi infanzia e persone che servivo quando lavoricchiavo in edicola. Alcune mi hanno riconosciuto, altre le ho riconosciute io andando a salutarle di persona. Quest'ultima, direbbe mia madre, una cosa sorprendente, non consona all'Ivan che conosco io. Alcune persone sempre uguali, altre segnate dal tempo. Alla cassa ho riconosciuto e, cosa che mi ha sorpreso, sono stato riconosciuto con tanto di abbracci e baci, dal mio ex professore di tecnica delle scuole superiori, uno degli organizzatori della festa. Sei cresciuto mi ha detto. Beh sono passati ventiquattro anni dalla maturità e, avrei voluto aggiungere, mi prendevate sempre in giro perchè ero magrolino, mingherlino, senza peli sulle braccia, questa se vuole (perchè sono passati sì un bel tot di anni ma mica me la sarei sentita di dargli del tu) è la mia 'rivincita'. Per l'occasione e per non smentire la mia fama di timido e taciturno (ex) ragazzo, ho sfoggiato una T-shirt con questa scritta.
postato da ivan63 alle 15:40 | permalink | commenti (6)
life, school days, i remember that, fruit of the loom domenica, 09 aprile 2006 Se qualche (...) anno fa quando vedevo mio padre e i padri di altri miei amici e/o compagni di scuola che avevano l'età che mi porto addosso adesso e vestivano impettiti e squadrati completi grigi e/o neri e scarpe di pelle recarsi alle urne mi avessero detto tu un giorno quando avrai esattamente la loro stessa età ti recherai a votare così vestito maglia beige con ideogramma giapponese felpa rossa con cappuccio pantaloni blu scuro con tasche laterali sneakers Nike argentate monospalla marrone beh forse non ci avrei creduto comunque ho votato ecco
postato da ivan63 alle 19:27 | permalink | commenti (7)
life, school days, i remember that, dots and comma mercoledì, 22 febbraio 2006 Per ragioni di età non sono mai stato un grande fan dei Doors e del mito Jim Morrison, nè all'epoca e nemmeno a posteriori. Ricordo che un giorno alle scuole superiori barattai un poster di Jim, allegato alla rivista Popster (in futuro si sarebbe tramutata in Rockstar), con un poster di Bjorn Borg. Mi è piaciuto invece molto il film Doors - the movie di Oliver Stone di cui possiedo la colonna sonora in cd. Un paio di domeniche fa ho risentito il cd in auto, principalmente per ipnotizzarmi sulle note di Riders on the storm, forse la mia preferita delle loro canzoni, Break on through, Ghost song e When the music's over.venerdì, 27 gennaio 2006 Capita anche questo. Che mi arrivi una mail che mi annuncia l'allestimento di una rassegna cinematografica al Centro Tecchio. Che il Centro Tecchio sia praticamente situato di fronte all'abitazione dei miei genitori, dove il sottoscritto è vissuto dal 1970 al 1993. Che il Centro Tecchio una volta si chiamasse Scuola Elementare Sebastiano Tecchio. Che io abbia frequentato dalla seconda alla quinta elementare in quella scuola. Che la prima elementare invece la abbia frequentata in una scuola elementare dedicata all'illustre vicentino Giacomo Zanella. Che il proprietario del negozio che gestisco adesso, porti lo stesso cognome. Capita anche questo. Che quando mi metto d'impegno riesco in qualche maniera a chiudere il cerchio. Capita.
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