mercoledì, 07 maggio 2008

MMM SKYSCRAPER I LOVE YOU.

Vicenza, 25 febbraio 1971. Scrivo dei pensieri, usando cinque nomi di case di tipo diverso. La caverna è la prima casa dell'uomo. Il grattacielo è una grande casa dove possono vivere tante famiglie e anche tanti uffici. Il castello è l'abitazione dove vivevano i re e le regine. Il palazzo è la casa dove si ricevono i signori e le signore. La villa è una casa dove abitano gli uomini che hanno tanti soldi.
[underworld]


sabato, 03 maggio 2008

DOOR TO DOOR.

Vicenza, 23 marzo 1971. Pensieri. Domenica a casa mia mentre stavo andando in salotto, la porta per andare nella terrazza si aprì. Allora andai nella cucina dove c'è la porta che dà sulla terrazza e andai a chiuderla ma si aprì un'altra volta: allora la chiusi con la chiave.


mercoledì, 30 aprile 2008

AMUSEMENT PARK.

Fino a qualche anno fa, facciamo circa una ventina più o meno di anni fa, ero solito in occasione della Festa dei Oto a settembre, fare almeno una capatina serale alle giostre in Campo Marzio a Vicenza. Campo Marzio (noto pure come Campo Marzo ed in dialetto veneto Campo Marso) è uno dei polmoni verdi della mia città natale, situato di fronte alla stazione ferroviaria e si riempie per l'occasione di numerose attrazioni: montagne russe, giostra dei dischi volanti, le barchette, gli autoscontri, le gabbie e chioschi dove cercare di vincere il classico pesciolino rosso oppure pupazzi e peluches. Giustappunto una ventina d'anni fa circa vinsi questo peluche. Peluche che decisi di regalare alla mia morosa di allora Roberta, la quale abitava a duecentotrentasette chilometri da qui. Peluche che ha un'altezza di circa ottanta centimetri. Peluche che mi fece compagnia in treno nel tragitto Vicenza - Busto A. (Va).

SUNDAY BLOODY SUNDAY.

Vicenza, 8 marzo 1971. Pensieri. Domenica sono andato alla messa, poi finita la messa sono andato fuori ed ho giocato a palle di neve e le buttavo alla mia nonna. Poi quando sono andato a casa ho guardato la televisione e quando il programma fu finito andai a giocare al pallone con il mio fratellino e alla sera ho letto tre Topolini e un Comix.


venerdì, 11 aprile 2008

HOMBURG.

Stamattina ho terminato la lettura di questo libro. Tra le ultime pagine la citazione di una canzone dei Procol Harum. Homburg, la canzone in questione, fu coverizzata nel 1968 da Tonino ed i suoi Camaleonti (ne converrete che mai più che in questo caso si può parlare di cadavepop italico) ed intitolata L'ora dell'amore. Io me la ricordo L'ora dell'amore, nella tv in bianco e nero, nella radio alla hit parade dei dischi più venduti. Mi ricordo pure il senso di disagio che mi dava Tonino che cantava è tempo di aspettarti, è tempo che ritorni, lo sento sei vicina, è l'ora dell'amore e subito dopo partiva l'assolo d'organo (qui il video di riferimento) che lo stomaco mi si ingarbugliava per così dire. All'epoca avevo sì e no sei sette anni e per me, portato dalla cicogna, fare l'amore non aveva nessun significato e quella canzone mi dava la sensazione di trovarmi in una camera priva di porte d'uscita, di essere sull'orlo di un precipizio, una sensazione di vertigine, una fine del mondo imminente. Eh direte voi, tutto questo solo per una frase amorosa ad effetto e un'organata? Già, però a posteriori, l'amore può essere pure così. Bah, adesso dopo quest'ultima farneticante affermazione, non so se sentirmi lui oppure lui.


mercoledì, 19 marzo 2008

LOW BUDGET.

Rilevo, sempre dal quadernino di cui parlavo ieri, che nel 1979 il mio budget mensile di spesa destinato a riviste musicali e sportive era di cinquemila lire così suddivise:
Match-ball (quindicinale) £ 2.000
Ciao2001 (settimanale)  £  2.000
Popster (mensile) £ 1.000
Nel caso di plusvalenze attive, a scelta potevo acquistare:
Music, Best, Nuovo Sound, Il Guerin sportivo, Il tennis italiano, Tennisclub.


martedì, 18 marzo 2008

MILANO E VINCENZO.

Pochi minuti fa ho titolato un post con una canzone di Cocciante. Un minuto fa apro a caso un quadernino che una trentina d'anni avevo trasformato in blocco note appunti di classifiche musicali e artisti di maggior gradimento (e che tra parentesi sono riuscito a salvare dallo scempio familiare post matrimoniale, leggi mio padre e il cenciaiolo e lo sgombero della soffitta) e rilevo che in data ventidue marzo millenovecentosettantanove la mia top tre musica italiana era: Io canto, Riccardo Cocciante; Stella di mare, Lucio Dalla; Milano e Vincenzo, Alberto Fortis.


martedì, 11 marzo 2008

PICK OF THE SEVENTIES.

Prossimamente su questi schermi dei posts che potrebbero esser usciti direttamente dal sito Pagine70. Uno. Tutto quello che avrei voluto sapere sul (mio ma non solo) sesso ma non l'ho saputo dai miei genitori ma non per questo ce l'ho con loro. Due. Io, mia mamma e mia nonna e la spesa giornaliera in quel di Vicenza, Porta Padova, e da come la vedevo a novanta centimetri di altezza. Tre. Come sarei tentato di proporre il Manuale delle Giovani Marmotte come libro di testo alle scuole elementari, ovvero alcune cose che ho appreso dalla sua lettura. Quattro. Varie ed eventuali.


martedì, 26 febbraio 2008

ALMOST FAMOUS.

Listen to Tommy with a candle burning, and you'll see your future. Mi era sfuggita questa frase memorabile, memorable quotes nel gergo cinematografico, lasciata scritta in un foglietto appiccicato al disco Tommy degli Who, lasciato in eredità al fratellino minore. Sto scrivendo del film di Cameron Crowe che ho rivisto domenica pomeriggio in dvd (qui un bel wikipedia link). Ascolta Tommy con una candela accesa, vedrai il tuo futuro. Io lo vidi al cinema Tommy, nel 1975 a dodici anni in lingua originale con sottotitoli in italiano. Non vidi il mio futuro, di sicuro la mia vita (musicale) da quel giorno non fu più la stessa.



lunedì, 04 febbraio 2008

BRASILIA CARNAVAL.

E scriviamo un post da diario blog, uno di quelli senza polemica, uno di quelli alla svolgimento di tema scolastico. Ieri pomeriggio sono andato a Padova. Pensavo che considerata l'apertura dei due centri commerciali qui vicino, anche i negozi cittadini padovani fossero straordinariamente aperti. Pensavo, e per questo sono partito nel primissimo pomeriggio, di avere problemi di parcheggio. Pensavo di trovare il centro vestito a festa di carnevale, di incrociare qualche maschera. Niente da fare, è accaduto tutto il contrario di quello che avevo pensato. E pensare che quando ero piccolo armato di coriandoli, l'ultima domenica di carnevale, i miei genitori mi portavano ad assistere alla (mini) sfilata di carri allegorici in centro città. E pensare che quando andavo a scuola l'ultimo giorno di carnevale si usciva un paio d'ore prima e ci si recava in centro, mascherati ma anche no, e si faceva festa. E si inzaccherava il centro di coriandoli e stelle filanti. E adesso? Adesso, probabilmente ti multano per il lancio dei coriandoli (non ho sinceramente idea sia così, però potrebbe visto il vigente divieto del lancio del riso ai matrimoni). Ah comunque ho saputo che gli studenti, per la fine del carnevale, rimangono a casa fino a mercoledì. E noi ci sistemavano con un paio d'ore di uscita anticipata da scuola. Non per dire ma...tre giorni a casa? Per il carnevale? Mah. Non c'è più religione. Uhm mi sa che mi è scappato l'ennesimo post polemico.

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life, i remember that



giovedì, 31 gennaio 2008

KRYPTONITE.

Qualcuno arrivava anche da Sessa Aurunca o da Cellole per sorseggiare un Cambusa One l'Amaricante sui divanetti di pelle scura dal design futurista. (Ivan Cotroneo, La kryptonite nella borsa). Ho rintracciato su youtube la pubblicità della Kambusa. Quella con la kappa. Kambusa Uamm Lamaricante.


sabato, 12 gennaio 2008

AMMÆLI.


venerdì, 11 gennaio 2008

SOUVENIR.

C'è una canzone che stavo ascoltando quando, oggi ventisei anni or sono, mia madre tornò a casa dall'ospedale con la notizia che mio nonno materno era deceduto. Questa (nel formato 45 giri). Da allora le (rare) volte che mi capita di sentirla alla radio il mio pensiero va a quel momento. Piesse: sì lo so, è un po' triste. La canzone dico.
[orchestral manoeuvres in the dark]


lunedì, 24 dicembre 2007

BEETHOVEN 74.

Vecchia Romagna etichetta nera, il brandy che crea un'atmosfera.
Natale = la pubblicità di quel brandy e
questa musica di James Last.


giovedì, 13 dicembre 2007

EL CONDOR PASA.

O del perchè gli zampognari sono stati sostituiti dagli indiani pellerossa e/o dagli andini. Mi ricordo che da piccolo, e non fino a molto tempo fa, a Natale poteva capitare di vedere e sentire in città gli zampognari. Ora gli zampognari sono spariti, sostituiti da qualche anno da gruppetti di simil musicisti, il sospetto del playback è forte, di origine indiano pellerossa e/o andini, il sospetto che molte volte non lo siano assolutamente è forte, che nei centri cittadini spargono nell'aere le loro (re)interpretazioni di canzoni popolari evergreen. Mi ricordo che il primo gruppo del genere lo vidi più di una decina d'anni fa a Milano davanti La Rinascente. La cosa demoralizzante è, secondo me, che mica si fermano ad allietare esclusivamente lo shopping natalizio, li trovi pure in ogni dove ad ogni occasione, d'estate al mare, a Pasqua, a Carnevale. Io resto sempre stupito dall'elevato numero di persone che si ferma ad ascoltarli perchè, capisco che sia azzeccato suonare con i flauti e percussioni El condor pasa, non comprendo che piacere si possa provare nel restare imbambolati all'ascolto, per non dire nell'acquistare il cd che solitamente vendono all'istante ed ascoltarlo in auto e/o a casa, delle cover di pezzi quali Besame mucho, la canzone del Titanic e Somewhere over the rainbow.


giovedì, 29 novembre 2007

THE LEXICON OF LOVE.

Come ho già scrittto in precedenza, associo ogni momento della mia vita ad una canzone e/o ad un album. The lexicon of love degli ABC*** lo associo in particolare al mese di teoria e pratica a scuola guida. Un mese, a cavallo tra novembre e dicembre 1982, in cui ero solito viaggiare a piedi, bicicletta, autobus con il walkman, una musicassetta col disco inciso, cuffiette alle orecchie e spilletta (questa) appuntata sul maglione. Un disco le cui liriche (queste) posso dire di conoscere a memoria.


mercoledì, 21 novembre 2007

SANTA CLAUS IS COMIN' TO TOWN.

Mi ricordo che quando ero piccolo era vietato a casa parlare di albero di Natale prima dell'otto di dicembre. E' da un paio di settimane che nelle città che giro la domenica noto babbi e alberi di natale, decorazioni, scritte di auguri. A me sinceramente tutta questa (troppa) anticipazione mica piace.

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life, i remember that



martedì, 13 novembre 2007

CHEMICAL.

Stamattina mentre facevo colazione mi è tornata in mente una parola, anzi due. Dodecilbenzensolfonato sodico.


lunedì, 12 novembre 2007

IL MONDO VISTO DALLO SPAZIO.

Il mondo visto dallo spazio è solo un'illusione, un punto poco fermo in preda alla sua rotazione, è il sogno di un illuso che non si è più risvegliato e noi fantasmi non crediamo che al nostro passato. La luna vista dalla terra. Me lo ricordo pure io tito stagno, mi ricordo anche che nella mia cameretta avevo un mega poster verticale (o forse era orizzontale? boh chi si ricorda) con tutti i pianeti del sistema solare, mi ricordo che, forse su Tempo o Panorama, in regalo c'erano le monetine con l'effige delle missioni Apollo da collezionare, mi ricordo pure che quando mi mostravano le foto dei miei nonni in b/n pensavo che avessero vissuto parte della loro vita in b/n, beh in fondo avevo sei anni...


mercoledì, 24 ottobre 2007

GOOSE.

Tabula rasa. Repulisti. Delete. Reset. Ricomincio da zero. Il mio primo quaderno di prima elementare lo ricordo pieno zeppo di aste e lettere dell'alfabeto in successione. Aaaaaaa bbbbb cccc xy zzz. Vogliate gradire questo particolare della prima pagina del mio secondo quaderno di prima elementare, dove si nota che già cominciavo a scrivere parole sghembe di ben tre lettere.


giovedì, 20 settembre 2007

1978.

Correva l'anno 1978 e mentre qualcuno era inconsapevolmente nei suoi primi mesi di vita, il sottoscritto, nel pieno dei suoi favolosi (...) quindici anni, in prima superiore ragioneria, impazziva per la new wave punk inglese (e americana), la disco music e una cinquina di canzoni in particolare.
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mercoledì, 19 settembre 2007

WEDDING MARCH.

One dance, whose steps, I never could learn, it's called the wedding march. Qualche anno fa a quest'ora, di domenica, dopo essere passato da un amico perchè mi mettesse in posa l'ascot attorno al collo perchè non mi sarei mai messo la cravatta), ero a passeggio per il centro città per un servizio fotografico. Di solito quel tipo di servizio lo si fa a cerimonia avvenuta, noi lo facemmo prima della stessa. Volevo assolutamente evitare pose tipo ponticello su laghetto e quindi: il parco di fronte alla stazione delle autocorriere (ndr.: quella che si vede all'inizio del film di Matteo Garrone, Primo amore), le Scalette di Monte Berico, Ponte Furo, Ponte San Michele, Piazza delle Erbe, la Basilica di Piazza dei Signori. Correva l'anno dei Boo Radleys e Giant steps, dei Cranes e Forever, dei Drum Club e Everything is now, dei Depeche Mode di Songs of faith & devotion, di Bill Frisell e Have a little faith in me, delle Would-be-goods e The camera loves me, degli Oui3 e Oui love you, di Akiko Yano e Love life. Indovinato l'anno?


venerdì, 14 settembre 2007

HELLO IT'S ME.

Ascoltare questa ballata di Todd Rundgren, non è nessuno dei quattro di colore di apertura video e perdonate la sua mise eravamo in fondo negli anni settanta, mi ricorda i miei dieci anni e fa venire voglia di rivedere il film Il giardino delle vergini suicide, nella cui colonna sonora compare.


giovedì, 30 agosto 2007

WILD WORLD.

Riallacciandomi ad un commento di micce in un mio post, il mondo è bello perchè è vario, mi sono ricordato che quando lavoravo nel centro commerciale, avevo un cliente che diceva: il mondo è bello perchè è viareggiato.


martedì, 21 agosto 2007

DISINTEGRATION.

Piove. Sarà che quando piove mi vengono sempre in mente i secondi iniziali (di pioggia e tuoni) di The same deep water as you ma a fare due conti erano almeno diciassette anni che non riascoltavo questo disco per intero.






â–  LOGAN TIME:
un web log (blog) di ivan about the world we live in and life in general and also about when you get older and you feel certain doors closing very quickly on you, it deals with that feeling of now or never.