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domenica, 14 gennaio 2007 Non c'è più rispetto nel fare la fila, nemmeno in pasticceria. Ore 15 e 10. E' il mio turno, sono davanti alla vetrina delle paste, pronto ad ordinare due etti di frittelle alla crema. Sento, capirete poi il perchè l'ho sentito, e vedo sbucare alle mie spalle un braccio che, indicando con l'indice una zuppa inglese, esclama: vojo qvela paszta. Mi giro, per far capire al possessore dell'avambraccio, con una semplice espressione facciale, che non è il suo turno e vengo investito da un alito puzzolente che neanche Superciùk.
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